Archivi Categorie: Pensieri

Sono aperte le iscrizioni al nuovo anno scolastico della “Scuola Civica di teatro, musica, arti visive e animazione” di Fagnano Olona (Va).

Il CRT “Teatro – Educazione” cerca nuovi allievi

per il suo Primo Studio.

www.crteducazione.it

Info: 0331-616550; e-mail info@crteducazione.it

Sabato è iniziato il nuovo anno scolastico del CRT Teatro Educazione.

Da subito si è parlato di obbedienza e di ascolto, cose che forse, a prima vista non paiono avere molto a che fare con il teatro…Invece la relazione è estremamente stretta…

Ma soprattutto si è parlato dell’uomo al centro? Cosa significherà? Perchè?

A ogni allievo è stata consegnata una cartellina, sulla cui copertina c’è una fase che dovrebbe far pensare. E’ una frase di Copeau…è la frase che ha segnato l’inizio di questo blog. La riporto ancora qua sotto…credo fermamente che sia ricca di senso…

Si può fare teatro ovunque, purché si trovi il luogo in cui viene a crearsi la condizione fondamentale per il teatro; deve esserci, cioè, qualcuno che ha individuato qualcosa da dire e deve esserci qualcuno che ha bisogno di starlo a sentire.

Quello che si cerca, dunque, è la relazione.

Occorre che ci siano dei vuoti. Non nasce teatro laddove la vita è piena, dove si è soddisfatti.

Il teatro nasce dove ci sono delle ferite, dei vuoti, delle differenze, ossia nella società frantumata, dispersa, in cui la gente è ormai priva di ideologie, dove non vi sono più valori; in questa società il teatro ha la funzione di creare l’ambiente in cui gli individui riconoscano di avere dei bisogni a cui gli spettacoli possono dare delle risposte.

Quindi ogni teatro è pedagogia

Jacques Copeau

 

Si sono conclusi anche per quest’anno sia il Primo che il Secondo Studio.

Cosa hanno significato tutti questi mesi? Questo percorso dove ha portato? Dove ci ha condotto? E il Teatro? Cosa significa adesso, dopo averlo conosciuto in questo modo e da questo punto di vista?

Tante domande…qualche certezza?

Una fabbrica dismessa.

Duecento persone che, silenziose, si aggirano tra vetri rotti e muri crepi…tra l’erba che cresce anche sui muri. Tra suoni di macchinari di cui è rimasto solo l’eco.

Corpi che si muovono e ricordano, creano immagini, rendono tangibile un passato ancora presente. Voci recitano poesie, raccontano storie che paiono essere state scritte in quel luogo.

Una fabbrica abbandonata.

Una fabbrica ritrovata.

Che strano modo di vivere la Valle! Anche se strano non è poi la parola più giusta. Alle 14.30, da via Pasubio a Fagnano Olona è iniziato un viaggio tutto particolare con una guida davvero speciale…

Ma andiamo con ordine. Il tutto è iniziato quando un gruppo di bambini ha incontrato un buffo folletto di nome Campanello, che però tutti chiamano Nello, e una signora un po’ sorda di nome Adelaide. Due simpatici personaggi burattineschi che chiamano il loro amico Genius per farsi aiutare a ricolvere un problma. E Genius arriva. Con i suoi occhioni che vedono al buio e il suo mantello di piume. Genius è una civetta. Che guida i bambini alla scoperta di un angolo di Valle e si fa aiutare a sconfiggere Smemorina, una strega che odia la natura e che vorrebbe che tutti iniziassero ad andare sempre di fertta, proprio come lei. Un viaggio speciale, tra fantasia e realtà. Una passeggiata sul ciglio del teatro…

Sì, perchè domenica il cielo di Fagnano era davvero coperto di nuvole, ma in realtà nessuno pareva occuparsene. L’attenzione era tutta rivolta verso le mura del Castello Visconteo dove due artiste della compagnia Il Posto di Venezia, volteggiavano leggere accompagnate dai suoni e dal sassofono di Marco Castelli. L’idea di tutto questo è di Wanda Moretti, che da anni viaggia alla ricerca di un qualcosa davvero di particolare. Va cercando il genius dei luoghi in cui si trova…La sua danza è davvero speciale, in quanto si sviluppa in verticale. Il suo palcoscenico non è mai un pavimento ma sempre una parete. Di un palazzo, di un campanile, o come in quetso caso, di un Castelllo. Spettatori grandi e piccini, tutti incantati davanti a queste funamboliche danzatrici, che legate a sottili corde nere danzano tessendo una tela di fili inesistenti. Suoni quasi meccanici accanto a soavi melodie che paiono guidare le danzatrici in evoluzioni soffici e leggere. Un ambiente visto da un punto di vista diverso, e per questo diverso anche il modo in cui gli spettatori lo guardavano…

Città visibili … città invisibili…si materializzano così davanti a spettatori stupiti e forse un po’ basiti mondi più vicini di quanto non possa sembrare a un distratto visitatore. Il pubblico si ritrova così inghiottito dai visionari paesaggi evocati dalla performance del CRT “Teatro – Educazione” che insieme ad artisti del Conservatorio di Como hanno creato un paesaggio poetico e inquietante.

La ex- cartiera di Fagnano Olona si è mostrata un teatro ideale in cui raccontare di quanto possano essere contorti e complicati i rapporti tra l’uomo e l’ambiente, tra l’ambiente e la fabbrica, tra la fabbrica e l’uomo…Cinque attori hanno raccontato questi complessi rapporti, accompagnati da una colonna sonora che evocava freddi stabilimenti, infantili ricordi, metallici macchinari, poetiche relazioni, fumosi paesaggi.

Un’arpa, che non pareva neanche più essere un’arpa, emetteva suoni e accompagnava la voce di una cantante anch’essa diventata altro da sè…

Tutto era lasciato allo spettatore, che si trovava così a montare da solo uno spettacolo, in base ai suoi ricordi, alle sue esperienze, al suo immaginario…

Il Festival Valle Olona sta per partire!!!!

www.festivalvalleolona.org

Secondo appuntamento…Con Brecht che è attuale come non mai…quanto di quello che le 5 ragazze con le loro 5 donne hanno portato in scena può essere considerato poco vicino alla nostra realtà? Nulla. Hanno fatto riflettere? Sicuramente hanno scosso gli animi di chi guardava (anche perchè, nessuno si è potuto limitare a guardare…dato il grande grado di coivolgimento cui è stato chiamato…) E lo stesso può valere per il secondo pezzo, portato in scena con le tecniche del Teatro D’Animazione. Parlava di temi cari alle attrici, anche questi estremamenti attuali, e ha coinvolto fortemente il pubblico. Gli spettatori si sono visti trasformati in veri e propri attori, spinti a riflettere riguardo ciò che stavano vedendo.

Il primo appuntamento con i progetti creativi è passato….
Teatro dell’assurdo…un teatro difficile e un testo difficile, che viene a mancare proprio per sua stessa definizione. Portarlo in scena con i linguaggi…che dire a proposito?
Espressione corporea…incredibile quanto possano comunicare dei corpi solo con il loro movimento…