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Nel momento in cui il TeatroRagazzi diventa incontro tra persone e idee e spazio di disponibilità all’ascolto e alla capacità di trasformarsi, è significativo che, chi lo progetta, sia un’ equipe di esperti in Educazione alla Teatralità e, chi lo realizza quindi, non sia un semplice attore, ma educatore-attore, in grado cioè di promuovere una relazione differente con il pubblico. L’educatore alla Teatralità utilizza modalità di messinscena specifiche e interattive, che aboliscono le divisioni rigide tra le materie di insegnamento e favoriscono una didattica interdisciplinare in quanto, nell’ambito della Teatralità, è prevista la compresenza di tutte le forme espressive: teatro, musica, arti figurative, danza ecc… . Le competenze educative permettono all’attore- educatore alla teatralità, in fase di spettacolarizzazione, di cogliere gli stimoli suggeriti dal pubblico e di concentrare la sua attenzione sul singolo partecipante all’evento, ponendolo al centro della relazione. La capacità attoriale inoltre consente all’educatore di promuovere una cultura teatrale nei giovani educandoli alla fruizione dell’evento teatrale mentre egli stesso agisce sulla scena, accompagnando il pubblico all’incontro col personaggio che rappresenta.Gli educatori alla teatralità realizzano proposte spettacolari diverse per contenuti, durata e modalità di relazione con gli spettatori, a seconda delle diverse fasce d’età e della realtà nella quale viene realizzato l’evento.

Troppo spesso le esperienze spettacolari dedicate ad un pubblico giovane sono state minimizzate e banalizzate per contenuti e messaggi, limitandosi ad essere sterili animazioni o centrate sull’aspetto visivo e sensazionale.Il TeatroRagazzi è sempre stato relegato al ruolo di teatro secondario, lontano per forma e contenuti dal teatro ufficiale, il teatro dei “grandi”.L’età prescolare e scolare e, soprattutto l’adolescenza, risultano essere invece periodi della vita nei quali la coscienza critica non è ancora del tutto formata e si fa sentire forte l’esigenza di relazioni vere e costruttive; per questo motivo è necessario che il teatro riesca a creare una comunicazione autentica coi giovani spettatori e favorisca un’educazione alla relazione intesa come partecipazione.

La potenza comunicativa dell’evento teatrale come forma espressiva artistica risulta essere patrimonio comune e certezza ormai assodata; nel momento in cui il teatro pone domande o riesce a dare risposta a un bisogno, culturale o esistenziale, presente in coloro che ne fruiscono, ecco che diviene vero strumento educativo. L’andare a teatro non è più solo spazio per una possibilità di incontro con altre persone, con gli attori e con un messaggio ma il semplice spettacolo diventa, per lo spettatore, vero e proprio momento di cultura e di lavoro su di sé. Lo spettacolo teatrale consiste in un evento irripetibile e che si esaurisce nel “qui e ora”: lo spettatore assiste agli eventi della scena in un tempo che è reale e autentico.Lo spettacolo teatrale si differenzia da altre forme artistiche perché permette al fruitore di conoscere solo ciò che vede in scena, spetta dunque allo spettatore riordinare i fatti visti e comprendere la causa e l’intenzione di ogni azione osservata.Nell’attuale contesto culturale viene progressivamente a deteriorarsi e a mancare un vero e proprio senso estetico e una cultura del bello soprattutto nei giovani; il teatro è occasione per un’educazione o rieducazione a questo tipo di esperienza. Infine il teatro rappresenta un’ importante occasione per la persona di recuperare il senso comunitario e costruire la propria identità personale in riferimento al gruppo di appartenenza.