Un punto fermo nella mia vitaTi vedevo navigare immersa in vacue fluorescenze,
regredendo lentamente con freudiane evoluzioni
intimamente esposta a utopiche realtà verosimili
e a virtuali fantasie oggettivate.
Ti scrutavo lasciarti vivere inconsapevole
in un’introspezione infinita nel tempo e nello spazio
non avvezza a filosofeggiare sull’esistere
dando per scontato la tua estraneità all’essere.
Ti osservavo bruco molliccio e arrogante
sfinirti combattendo superegoici esoscheletri
con un Io camaleontico e bugiardamente empatico
eclissato dietro la maschera dell’apparire.
Poi il fallimento smettendo di cercarti
e immaginandoti irrealmente compiuta
distrutta negata ambivalente volontà
e vanitosa immedesimazione esistente in uno specchio
E poi la fusione di commedianti sé in perenne conflitto,
lo sfacelo degli oggetti esterni viventi e non
una bomba atomica che squarcia il mondo conosciuto.
E implodono le fondamenta fragili del falso esitere.
Ti amo
Prendendomi il tempo di un secolare attimo ho deciso
di raccogliere i miei pensieri in una mano e porgerli a te,
di farti serenate cantando a squarciagola.
Un fremere di ossimori.
Poi ho desiderato la tua dolce invasione
di carne e di spirito.
Io improvvisamente impregnata di miele
centro dell’universo in uno sguardo
attratta da una forza di gravità ineluttabile.
Ho sbirciato nella tua anima da un buco di serratura
e vi ho visto un universo di costellazioni e di pianeti,
poi nella mia e vi ho trovato la tua dimora.
Cerco la tua verità
Parte il treno dal terzo binario
ti vedo lì sopra leggendo il giornale.
Immagino di poter salire sul treno,
sul treno lì fermo al binario due.
Partire nello stesso momento,
e percorrere quei binari paralleli,
che pare all’occhio umano,
un occhio fermo che scruta in lontananza,
pare che si tocchino laggiù.
Laggiù all’orizzonte
dove il cielo si mischia con la terra.
Parole
Parole: piccoli attimi regalati, ostentando legami eterni.
Movimento
Rotola la pietra,
rotola giù
dal pendio del monte,
non trova ostacoli.
Rotola fino a valle.
La meccanica
La costante ripetizione, monotona,
del movimento degli ingranaggi
che ruotano uno nell’altro.
Ruote dentate che muovono
un nastro trasportatore
sul quale scorrono parti di oggetti,
tutti uguali, da assemblare.
Suona la sirena del fine turno,
l’operaia si massaggia i polsi
e sorridendo chiacchiera con le colleghe.
F.