Cercare qualcosa che non c’è.
Diventare un personaggio. Partire da se stessi però andare oltre. Essere attori della propria vita, persone in scena. 11 marzo per me è stata una scoperta, una prova. è stato il punto di arrivo di un percorso di 5 anni, cominciato al corso di perfezionamento in Educazione alla teatralità (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e proseguito poi al Master e al CRT “Teatro-Educazione”.
Un punto di arrivo, si, e un nuovo punto di partenza. Cosa vuol dire? Un lavoro su di sé molto impegnativo, che mi ha messo, giorno dopo giorno, a contatto con i miei limiti e con le mie possibilità, con i miei tanti errori quotidiani e con i miei sogni.
E poi, salire su un palco e dare tutto quello che si ha, giocarsi il “qui e ora” sapendo che non si può tornare indietro, come nella vita, ma sapendo anche che dentro di sé ci sono le risorse, il coraggio di andare fino in fondo, di viversi quel momento senza pensare “al giusto o sbagliato” ma solo a se stessi, agli altri con te vicino, agli altri con te un po’ più lontani, nel buio, che ti ascoltano. In silenzio sembra, sembra… ma in realtà sussurrano, parlano continuamente con gli occhi, con un sospiro, con un muoversi di mani. Un attenzione che crea legame, incontro.
Che bella sensazione!
Dello spettacolo… difficile spiegare… non c’è una vera spiegazione, se non il fatto di aver messo in scena un nostro cercare, un nostro essere, oggi giovani in ricerca. Nascosti dietro le maschere di personaggi agivano i nostri pensieri, emozioni, sensazioni, sogni, paure e angosce. Cercare chi? Cercare che cosa? Noi stessi prima di tutto… e poi gli altri. Una relazione umana… una relazione piena e dunque, forse, inevitabilmente sofferta, meditata. Dolorosa come ogni scoperta che mette a nudo. Impaurita come ogni tentativo di rompere quel velo quotidiano che ci nasconde, ogni giorno, quello che è davvero importante, quello che brucia dentro. E che spesso brucia in silenzio.
Mi cerco come uomo
Dove stai andando, uomo?
Domando a me stesso.
Cerco in me una risposta
un sorriso che duri nel tempo,
cerco l’essenza e il coraggio di esistere.Sei nato e qualcosa è cambiato nel mondo
ma quale è il tuo?
il mio, quale il nostro?
Dove vuoi andare? Scegli. Impara a scegliere.
Impara a sopportare le tue scelte, le tue responsabilità di uomo.
Ogni piccola creatura d’umano cerca il suo posto
la sua piccole stella dalla quale brillare
Dove sei nato tu?
Nella notte buia, accanto uno all’altro
ognuno guarda con le sue pupille
il nero
per spiare un briciolo di luce
che dica chi ognuno è.
In questo vento tagliente, o fratello,
in questo mondo fatto di nulla
mi cerco.
Cerco un’ora da amare,
un’ora che sia solo mia:
un’ora solo per cercare.
Cerco davanti ad uno specchio,
mi guardo,
osservo ma non riconosco la persona che mi guarda
non riconosco le sue mani, la sua voce, il suo viso
il naso, gli occhi non li riconosco:
eppure sono io.
Non mi appartengo eppure io sono io, sono io sono, io…
Allora cosa manca, cosa mi manca per trovarmi?
Cosa sto cercando? Si io, proprio io, cosa?
In questa luce che fa male agli occhi
mi nascondo,
in questa luce che fa male agli occhi,
mi cerco.
M.